Carlo Felice, la star del pianoforte Ezio Bosso domani in concerto

E’ stato il vero fenomeno dell’ultimo Festival di Sanremo, grazie alla sua bravura ma anche alla sua bellissima storia artistica e umana. Domani sera il pianista Ezio Bosso suonerà al Carlo Felice alle 21. Prolifico, innovativo e raffinato, Bosso è da anni considerato uno dei compositori e musicisti più influenti della sua generazione. Vincitore di riconoscimenti come l’Italian Music Award – unico compositore classico italiano – il Green Room Award in Australia o il Syracuse NY Award in America, la sua musica viene richiesta nella danza dai più importanti coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang o Rafael Bonchela, nel teatro da registi come James Thierrèe mentre nel cinema collabora con molti registi: a sua firma le colonne sonore di “Io non ho paura”, “Quo Vadis Baby?”, “”Il bambino invisibile di Gabriele Salvatores.
A proposito del suo album “The 12th room” racconta Bosso: “C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno . Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare.” L’album “The 12th Room”, uscito in autunno, è composto da un primo disco di 12 brani e un secondo con la sonata 3 che non si interrompe mai (pur essendo divisa in tre movimenti) della durata di 45 minuti circa. Ogni suono è prodotto interamente dal pianoforte – come dice lo stesso Maestro – “tutto a mano” usando tecniche quasi pionieristiche. Le dinamiche sono state mantenute rispettando l’esecuzione, anche la postproduzione è stata minima e orientata verso il far avere all’ascoltatore l’esperienza di sentirsi quasi dentro il pianoforte, come fosse il pianoforte stesso una stanza in cui entrare. I brani, dalla forte carica empatica e poetica, ma anche dal virtuosismo estremo rappresentano un percorso meta-narrativo. Sono storie di stanze, che rivelano anche da dove egli proviene, dove si trovano le radici della musica che scrive. Rivelano i due musicisti che convivono in lui: il compositore e l’interprete.


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